Filiere nazionali per la produzione di SAF: potenziali sinergie con il settore agro-industriale e strategie di insetting per la riduzione delle emissioni GHG
Didascalia
Lo studio del Politecnico di Torino per Fondazione PACTA evidenzia il potenziale delle filiere italiane: gli obiettivi europei fissano una quota di SAF dal 2% del 2025 al 70% entro il 2050. Le strategie di insetting possono aumentare i risparmi di emissioni fino a oltre il 110-120%.
Roma, 2 luglio 2026 – L'Italia dispone delle risorse e delle competenze necessarie per sviluppare una filiera nazionale dei Sustainable Aviation Fuels (SAF), valorizzando il potenziale del settore agro-industriale e contribuendo in modo significativo alla decarbonizzazione del trasporto aereo. Una prospettiva destinata ad assumere un'importanza crescente alla luce degli obiettivi fissati dal Regolamento europeo ReFuelEU Aviation, che prevede una quota minima di SAF pari al 2% nel 2025, destinata a salire al 6% nel 2030, al 20% nel 2035 e fino al 70% nel 2050 del carburante reso disponibile negli aeroporti dell'Unione europea. È quanto emerge dallo studio "Filiere nazionali per la produzione di SAF: potenziali sinergie con il settore agro-industriale e strategie di insetting per la riduzione delle emissioni GHG", realizzato dal gruppo Fit4Foresight-fuel del Politecnico di Torino e coordinato dal Prof. David Chiaramonti su incarico della Fondazione PACTA – Patto per la Decarbonizzazione del Trasporto Aereo e presentato oggi a Roma presso l’Associazione Civita.
La ricerca analizza il contributo che il comparto agricolo e forestale italiano può offrire allo sviluppo di una produzione nazionale di carburanti sostenibili per l'aviazione e approfondisce il ruolo delle strategie di "insetting", ossia degli interventi di riduzione delle emissioni realizzati direttamente lungo la filiera produttiva dei biocarburanti, come leva per incrementarne ulteriormente i benefici ambientali.
Lo studio evidenzia come le biomasse lignocellulosiche – residui forestali, potature, residui agricoli e colture dedicate – rappresentino il più ampio bacino di materie prime disponibile sul territorio nazionale. Nel breve periodo, tuttavia, il contributo principale alla produzione di SAF continuerà a provenire da grassi animali e oli alimentari esausti, mentre dopo il 2030 è attesa una crescita progressiva delle colture oleaginose dedicate. Le simulazioni sviluppate dal Politecnico mostrano inoltre che, negli scenari caratterizzati da un'elevata mobilitazione delle biomasse e dall'ottimizzazione dei processi produttivi, il potenziale tecnico nazionale potrebbe coprire una quota significativa della domanda di SAF sia nel 2030 sia nel 2050, offrendo un contributo concreto alla progressiva sostituzione dei carburanti fossili nel trasporto aereo. Anche il biometano potrà assumere un ruolo crescente nel medio-lungo periodo, grazie ai processi di conversione in carburanti sostenibili per l'aviazione.
Le analisi confermano inoltre come lo sviluppo di una filiera nazionale dei SAF richieda un quadro di politiche pubbliche capace di accompagnarne la crescita. Tra le priorità individuate figurano la semplificazione amministrativa, una maggiore coerenza tra le normative europee che regolano agricoltura ed energie rinnovabili e strumenti finanziari dedicati a sostenere gli investimenti, favorire il conferimento delle biomasse sostenibili e rafforzare la competitività dell'intera catena del valore.
Ampio spazio è dedicato alle strategie di insetting, considerate tra gli elementi più innovativi dello studio. Nel caso dei SAF di origine biologica, l'insetting consiste nell'introdurre interventi di riduzione e rimozione delle emissioni direttamente lungo la filiera produttiva, attraverso pratiche quali agricoltura rigenerativa, carbon farming (pratiche agricole che favoriscono la cattura e lo stoccaggio della CO₂ nei terreni agricoli), valorizzazione dei residui agricoli e utilizzo del biochar (carbone vegetale ricavato da biomasse, impiegato nei suoli per immagazzinare carbonio e migliorarne la qualità) come ammendante del suolo. Lo studio richiama, in particolare, le evidenze del progetto europeo BIO4A, secondo cui l'integrazione del biochar nelle filiere oleaginose può incrementare i risparmi di emissioni fino a superare il 110-120%, secondo le metodologie di calcolo previste dalla normativa europea, aprendo nuove prospettive per la decarbonizzazione dell'intera filiera.
Lo studio evidenzia tuttavia anche alcune criticità che richiederanno interventi normativi e regolatori, tra cui la definizione di standard armonizzati per la misurazione e la certificazione dei benefici ambientali, una maggiore interoperabilità dei sistemi di tracciabilità e una più efficace integrazione tra i diversi strumenti europei che disciplinano la transizione energetica del settore.
In conclusione, lo studio evidenzia come la transizione verso carburanti sostenibili per l'aviazione richieda un approccio integrato tra politiche agricole, industriali e climatiche. La valorizzazione delle biomasse disponibili sul territorio nazionale, unita allo sviluppo di strategie innovative di insetting e al rafforzamento della collaborazione tra tutti gli attori della filiera, rappresenta una concreta opportunità per accelerare il percorso di decarbonizzazione del trasporto aereo e rafforzare, al tempo stesso, la competitività industriale del Paese.
LE DICHIARAZIONI:
Avv. Veronica Pamio – Direttore Generale Fondazione PACTA e e Senior Vice President External Affairs, Sustainability & Destination Management ADR
"La decarbonizzazione del trasporto aereo è una sfida che nessun settore può affrontare da solo. Per questo Fondazione PACTA riunisce imprese, istituzioni e mondo della ricerca con l'obiettivo di costruire una strategia condivisa per sviluppare una filiera nazionale dei Sustainable Aviation Fuels. Lo studio del Politecnico di Torino conferma che l'Italia dispone delle competenze e delle risorse necessarie per trasformare biomasse e filiere agro-industriali in un'opportunità concreta per accelerare la transizione energetica. Ora è fondamentale consolidare il dialogo con le istituzioni, in Italia e in Europa, per creare un quadro normativo e di investimento che consenta a queste potenzialità di tradursi in sviluppo industriale, competitività e riduzione delle emissioni."
Pof. David Chiaramoniti – Politecnico di Torino e Presidente Biofuture Platform
"Il potenziale per sviluppare una filiera nazionale dei SAF esiste, ma le decisioni che l'Europa assumerà nei prossimi mesi saranno determinanti. Per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione servono regole stabili e sostenibili dal punto di vista industriale, capaci di valorizzare tutte le biomasse disponibili e le innovazioni sviluppate lungo la filiera. Le strategie di insetting dimostrano che è possibile ottenere carburanti con prestazioni ambientali ancora superiori, arrivando in alcuni casi a livelli di neutralità o persino di carbon negativity. È un'opportunità che consentirebbe all'Italia di coniugare decarbonizzazione, competitività industriale e sviluppo del settore agricolo, a condizione che il quadro normativo europeo riconosca e premi questi benefici."
Ing. Carmela Tripaldi, Direttore Centrale Standard Tecnici e Operatività Aeronautica - ENAC
"Come ENAC vogliamo essere non solo l'autorità chiamata ad applicare il regolamento ReFuelEU Aviation, ma anche un partner degli stakeholder nello sviluppo della transizione del settore. Il nostro obiettivo è accompagnare imprese e operatori, portando ai tavoli europei una visione condivisa del Sistema Paese. Per questo stiamo lavorando affinché le risorse derivanti dall'ETS e dal sistema sanzionatorio possano essere reinvestite in ricerca, innovazione e sviluppo delle filiere dei SAF, dal sostegno ai feedstock alle tecnologie di cattura della CO₂. Senza investimenti e incentivi sarà difficile accelerare la crescita di una filiera strategica per la decarbonizzazione del trasporto aereo."
On. Raffaele Nevi – Portavoce nazionale di Forza Italia, Membro della XIII Commissione Agricoltura della Camera dei deputati
“La transizione verso i Sustainable Aviation Fuels rappresenta un'opportunità strategica per il futuro dell'agricoltura italiana, perché può diversificare le produzioni, rafforzare il reddito degli agricoltori e ridurre la dipendenza energetica dall'estero. Per cogliere questa opportunità servono politiche europee pragmatiche, fondate sulle evidenze scientifiche e capaci di sostenere ricerca, investimenti e sviluppo industriale. L'Italia ha tutte le competenze per collocarsi tra i leader di questa trasformazione, valorizzando l'eccellenza delle proprie imprese e della propria filiera agro-industriale."
Sen. Michele Fina – PD, membro dell'8ª Commissione Ambiente del Senato della Repubblica
"I Sustainable Aviation Fuels non rappresentano soltanto una tecnologia per la decarbonizzazione, ma una vera politica industriale per il futuro del Paese. Per sviluppare una filiera competitiva servono una regia pubblica, investimenti e regole coerenti che accompagnino la transizione, senza limitarla a un approccio esclusivamente vincolistico. Agricoltura, ricerca e industria possono generare valore economico, occupazione e tutela del territorio. La revisione del quadro europeo deve rafforzare questo percorso, sostenendo impianti, filiere e innovazione per consentire all'Italia di essere protagonista della transizione energetica."
Dott. Andrea Maria Felici - Direttore Generale Domanda ed Efficienza Energetica del Dipartimento Energia del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica
"La decarbonizzazione richiede un approccio tecnologicamente neutrale e un mix di soluzioni energetiche, perché non esiste un'unica risposta alla transizione. Il Ministero è impegnato a promuovere, anche in sede europea, un quadro normativo pragmatico che favorisca lo sviluppo dei biocarburanti e valorizzi le filiere nazionali. Obiettivi realistici, fondati su evidenze scientifiche e sostenibilità economica, sono la condizione per accelerare gli investimenti e accompagnare efficacemente la transizione del settore."
EXECUTIVE SUMMARY DELLO STUDIO
CARTELLA FOTOGRAFICA